Sabato 10 Dicembre 2022
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Costiera Orientale Termitana   versione testuale

Il territorio della Costiera Orientale Termitana della Provincia di Palermo si estende per 366 kmq e comprende i Comuni di
 
Storia e cultura
Tale ambito territoriale è caratterizzato dalla presenza di due importanti centri storici come Palermo e Cefalù.
Il nome Palermo è di origine greca (‘pàn-ormos’ cioé “tutto porto”) e, la nascita della città, risale al VIII sec. a.C..
Uno dei primi popoli ad arrivare e a governare Palermo furono i Fenici a cui seguirono i Cartaginesi e i Romani nel 254 a.C.. Anche in età romana, Palermo svolse il suo ruolo di porto strategico.
In seguito, le invasioni barbariche, devastarono la città fino al 535, quando venne occupata dai Bizantini.
Tre secoli dopo, la città, fu conquistata dagli Arabi che la fecero diventare una delle più belle città del tempo.
Furono loro a portare in queste terre, della Conca d’Oro, i primi agrumeti aprendo nuove possibilità di sviluppo economico.
Successivamente, nel XI secolo, i Normanni conquistarono la città e, insieme agli Svevi, svilupparono le attività commerciali della città facendola diventare un nodo importante di collegamento fra Europa e Asia.
In questo periodo anche la vita culturale fiorì e risale, infatti, a questo momento la nascita della “Scuola Siciliana” di poesia che era legata alla corte di Federico II.
Con l’arrivo degli Angioini nel XIII secolo, la sorte di Palermo cambiò. Il declino e il malgoverno finirono con la rivolta del 1282 conosciuta con il nome “i Vespri Siciliani” che spinse gli Aragonesi a conquistare l’isola. Con loro Palermo conobbe un nuovo periodo di crescita.
Il governo spagnolo, durante i secoli XVI e XVIII, portò la città a una situazione di ristagno economico. Nel 1711 finì il dominio spagnolo e, dopo un breve periodo di controllo sabaudo, Palermo fu governata dai Borboni fino l’unità d’Italia. I Borboni realizzarono, soprattutto nella seconda metà del '700, importanti riforme economiche e politiche.
La storia della città rimane custodita nelle numerose testimonianze artistiche.
La città di Cefalù, l'antica Kephalodion - termine greco riferente a capo, che in questo caso si riferisce alla conformazione naturale della roccia che domina il sito che accoglie la città - si trova in una posizione privilegiata nella provincia Palermitana, costruita attorno ad una rocca massiccia ed imponente che nel corso dei secoli ha sempre svolto un ruolo difensivo. Ricca è la storia di questo centro e dei suoi innumerevoli reperti artistici ed archeologici
 
Ricchezze ambientali – naturalistiche
L’idrografia del territorio è solcata dai Fiumi Oreto, Eleuterio, San Leonardo e Torto che discendono dalla catena montuosa meridionale.
Il patrimonio boschivo dell’area conta oltre 2.700 ettari, pari al 16% provinciale; a questa cifra contribuisce Palermo per l’effetto di vaste aree a verde cittadine.
Il patrimonio paesaggistico è caratterizzato dalla Riserva Naturale Integrale (Grotta Conza) e dalle Riserve Naturali Orientate di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, Capo Gallo, Monte Pellegrino, Bosco della Favara e Bosco Granza e Monte San Calogero
I Siti d’Interesse Comunitario (SIC) sono Rocca di Cefalù i Boschi di Gibilmanna e di Cefalù (Parco Regionale delle Madonie), Capo Gallo (R.M. Capo Gallo), Valle del Fiume Oreto, Monte Pellegrino (R.N.O. Monte Pellegrino), Rupi di Catalfano e Capo Zafferano, Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana Boschi di Granza (R.N.O. Bosco della Favara e Bosco Granza)
Monte San Calogero (R.N.O. Monte San Calogero), Monte Cane, Pizzo Selva a mare, Monte Trigna (R.N.O. Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto), Monte Rosamarina (Cozzo Famò)
Monte Grifone, Fondali di Isola delle Femmine, Capo Gallo (R.M. Capo Gallo)
 
 
Eccellenze produttive 
 Il ricco paniere agro-alimentare di qualità delle Costa orientale termitana è caratterizzato dal Mandarino Tardivo di Ciaculli (IGP in corso) che si estende fino a Villabate e Misilmeri, dal Limone Femminello (IGP in corso) presenza storica del territorio in cui fu messa a punto la pratica della forzatura dei verdelli, dal Mandarino Avana, dalla cui mutazione gemmaria derivò il ben più famoso Tardivo di Ciaculli, dal Broccolo o “sparacello” Misilmeri, dal Carciofo spinoso di Palermo che occupa i campi da Cerda a Sciara, dalla Zucchina lunga “friscaredda” Misilmeri o “Lagenaria”, dal Kaki di Misilmeri e dal Nespolone di Trabia, dalla produzione di carni bovine tutelate dal consorzio “Castelcarni Caccamo”, che raccoglie circa 35 aziende zootecniche, dall’agnello e dal capretto delle Madonie, dai formaggi ovi-caprini Pecorino siciliano e ricotta prodotti nelle immediate aree interne limitrofe al litorale, dall’olio d’oliva D.O.P. Val di Mazara, dai vini I.G.T. Fontanarossa di Cerda e Sicilia.
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