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Il Cantastorie   versione testuale

 
 
 
 
 
 
 
 
 

    Delle due usanze palermitane (e in fondo sono poi la stessa) il cantastorie antico che raccontava le vicende dei paladini, e i pupi di origine più recente che invece le rappresentavano, la prima, il cantastorie, è quasi scomparso, sebbene ne rimanga qualche esemplare. Anche il teatro dei pupi forse decade: ma quello che ne resta, e la gente che assiste, quale chiave ci offrono per comprendere questo popolo! Sono andato nello stambugio, aperto sulla strada, a pianterreno d’un palazzo, dove si svolgono tutti i giorni le recite. Oltre a muovere i pupi, il burattinaio li fabbrica, con le loro corazze e gli elmi, da cui pendono lunghe piume, e dipinge le scene. La recitazione d’un ciclo occupa un intero mese, un episodio al giorno.

G. Piovene – Viaggio in Sicilia, 1957.