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Blufi   versione testuale

 

 

 

 

 
 
 
 
▲M. 725 s.l.m. - Superficie: Kmq 20,56
N° abitanti: 1.038 / Blufesi
✉ 90020 – Piazza Municipio, n. 1
+39 0921 648911
✆Ufficio Informazioni:
Tel. 0921.648912 
Fax 0921.648924  
P.E.C.info@pec.comune.blufi.pa.it
MAIL : segreteria@comune.blufi.pa.it
 
 
 

Il paese si sviluppa su un colle del versante meridionale delle Madonie, a 720  metri sul livello del mare. Il territorio comunale ha una superficie di 2.056 ettari intorno al centro capoluogo e comprende l’isola amministrativa di Casalgiordano, compreso tra i comuni di Gangi e Alimena. Le altre frazioni invece sono situate in prossimità del centro capoluogo: Alleri, Lupi e Ferrarello ne sono separate dal torrente Nocilla mentre Calabrò, Nero e Giaia inferiore ne costituiscono quasi una continuazione lungo la strada che sale alle Petralie.
Il territorio è attraversato dal fiume Imera Meridionale e dai torrenti Nocilla e Oliva ed è per la maggior parte adibito ad attività agricole e artigiane.
  • STORIA
Poche e confuse sono le notizie relative alla storia di Blufi e allo stesso toponimo.
Il nome Blufi appare per la prima volta nel 1211 in un documento in cui la chiesa palermitana concede a Federico II, tra le altre concessioni, i possedimenti chiamati “Buluf” presso Petralia. In un testamento del 1482 compare il nome “Morata Bufali”, in altri documenti si incontrano i toponimi Belufi, Balufi, Bolufi fino ad incontrare, in un documento relativo al Santuario della Madonna dell’Olio, il nome attuale Blufi.
Alcuni sostengono che il nome derivi dalle parole greche “boos” (=bue) e “lofos” (=colle) richiamando un leggendario colle del bue. Comunque l’ipotesi più accreditata è quella per cui il nome di Blufi deriva da una cucurbitacea, cioè di un'erba che veniva usata a scopi medicinali dagli abitanti del luogo, presente nella zona che viene detta in arabo Buluf. Qualunque sia la derivazione, quel che è certo è che le vicende storiche blufesi sono legate a quelle della città di Petralia Soprana, di cui Blufi è stata una frazione fino al 1972.
Ferrarello è la borgata più grande del Comune. Si pensa che il toponimo derivi dal cognome di uno dei suoi primi abitanti in quanto il cognome Ferrarello è abbastanza diffuso nella zona. Il borgo è diviso nei quartieri "Cuozzu", "Signuruzzu", "Collesano" e "Gatto", che fa parte del comune di Bompietro. Durante l'estate e precisamente ogni ultima domenica di luglio il piccolo borgo si ripopola di tutti gli emigrati all'estero che ancora oggi ritornano nel luogo dove sono nati. Nella frazione di Ferrarello si svolge ogni ultima domenica di luglio la festa di San Giuseppe e del Sacro Cuore di Gesù. La festa si articola in due giorni, nella giornata della vigilia si svolge una degustazione di prodotti tipici locali mentre nella giornata di domenica si svolgono le celebrazioni religiose e la processione con i simulacri portati per le vie del paese dalla venerabile confraternita di San Giuseppe di Ferrarello.
Ormai da due anni il piccolo borgo ha di nuovo la sua chiesa parrocchiale, una costruzione dalle line moderne che da un tocco di vita al borgo.
La borgata Nero, situata a meno di un chilometro da Blufi, risale alla fine del sec. XIX. Il toponimo potrebbe derivare dall’appellativo “Niguru” dato a uno dei suoi primi abitanti probabilmente per il colore della carnagione.