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I recenti studi su Palazzo Celestri di Santa Croce e Trigona di Sant'Elia svelano nuove e interessanti curiosita' architettoniche.    versione testuale
Una rilettura critica sull'evoluzione costruttiva del nuovo centro museale di Palermo
 
di Paolo Mattina
 
 
Dal ritrovamento di importanti fonti archivistiche diffuse da uno studio di Camillo Filangeri pubblicato nel 1980, emerse il ruolo di Don Nicolò Anito, Ingegnere Regio del Senato Palermitano nell'opera di ristrutturazione ed ampliamento di Palazzo Celestri di Santa Croce. La circostanza si fonda principalmente sul documento del 22 settembre 1756 mediante il quale mastro Giacomo Di Pasquale, muratore, si impegna a condurre i lavori "p. servigio e proseguimento del Palazzo...sito, e posto nella strada nuova di q.a C.à... a terminare...l'istessa linea nuova di facciata con suo cornicione palagustata sovra, e tutto e quello e quanto li sarà ordinato... dal sovradetto di Anito Ing.ro....... nonchè costruendo il nuovo cortile....... quale tutto operandosi con piante alzate e profili, come pure modani sagome in grande, ed in particolari che ci saranno fatti dati, e consegnati dal med.o Anito Ing.ro al M.ro intagliatore ...per compire tutte le case atte ad abitarsi dappertutto a tenore del disegno e modello già fatti.... "
Si seppe anche che l'effettiva esecuzione di questi lavori passò, almeno a partire dal 1759, sotto la responsabilità di un altro Ingegnero: Don Giovan Battista Cascione, nipote del più famoso Giovan Battista Vaccarini, a cui si dovrebbe invece il nuovo assetto classicheggiante del cortile d'onore.
Però dallo studio citato, certamente al di là delle autentiche intenzioni dell'Autore,  molti hanno desunto che il disegno unitario complessivo del Palazzo così come esso ci è pervenuto fosse da attribuire all'Anito, che a partire dal 1756 avrebbe così "riconvertito" una antica Casa Magnasecentesca, mentre il Cascione, dirigendone le opere per la maggior parte, si impegnò nell'ideazione e nella costruzione di cortile d'onore e scalone. Queste deduzioni superficiali, hanno però assopito il dibattito intorno alla fabbrica che, al contrario, quello studio così interessante avrebbe voluto sollecitare e rilanciare... Leggi L'intero articolo