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Oratorio della Croce e Martorio di Cristo detto del Sabato   versione testuale
Palermo. Interno alla Casa Professa dei Gesuiti

 
La Congregazione degli "Artefici, sotto il titolo della Purificazione della Vergine", fu fondata nel 1587 in un oratorio già esistente a sinistra della Casa Professa, e si trasferì nell'attuale, all'interno dello stesso Convento, nel 1686. Prese possesso di questo oratorio, nel 1646, la "Compagnia dell'Immacolata e di San Francesco Borgia", già fondata, dai Gesuiti,  nel 1646.
Con l'espulsione dei Gesuiti del 1775, l'oratorio passò alla Deputazione della Biblioteca del Senato, per poi passare, al ritorno dei Gesuiti, alla Congregazione della "Croce e Martorio di Cristo detta del Sabato" che era stata fondata, nel 1626, nel Convento di San Niccolò da Tolentino, sotto il titolo della "Conversione dei peccatori", e si riuniva di sabato nella Chiesa di Santa Maria della Grazia dei Notai, annesso al citato convento..
Nell'oratorio, oltre a magnifiche statue in stucco che rappresentano virtù attribuite a Procopio Serpotta (fine seicento- primo settecento), campeggia nel soffitto  “L'Incoronazione della Vergine”, attribuita a Filippo Randazzo (1692-1744). Il presbiterio ad esedra è delimitato da una balaustra di fattura recente, mentre sull'altare una immagine della Vergine ed un magnifico Crocefisso di legno dei primi del seicento sono posti su un dossale di legno dipinto affiancato da due angeli in stucco di fattura serpottiana. Le pitture ad affresco dell'oratorio rappresentano Santi, Profeti e Patriarchi e sono di buona fattura.
La visita è consentita a studiosi e a gruppi, ma si consiglia di telefonare e prendere appuntamento.