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Fontana del Garraffo   versione testuale
Piazza Marina (lungo il corso V. Emanuele)

 

 

 

 

 

Questa fontana fu costruita alla fine del seicento e progettata per un altro luogo della città. Nel 1698 nella piazzetta davanti la Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, lungo la via Argenteria, dove era in precedenza una antica fonte, venne innalzata questa nuova fontana su progetto dell’architetto senatoriale Don Paolo Amato. Le acque fluenti dalla testa dell’idra ghermita da un’aquila si riversavano in un duplice ordine di conche sostenute da delfini e, infine, nell’ampia vasca sottostante.

Sormontava l’insieme la statua dell’Abbondanza. Le acque che provenivano da una sottostante sorgente erano delle migliori della città ed avevano la proprietà di conservarsi incorrotte entro barili di legno anche per alcuni mesi.  

Le facciate delle abitazioni che contornavano la fontana erano e sono ancora adornate da statue, rilievi ed iscrizioni.  

Nel lato destro (guardando la Chiesa) vi è la statua del Genio di Palermo che era fiancheggiato da due statuette raffiguranti due Sante Vergini palermitane, scomparse; nella fascia sottostante erano scolpiti gli stemmi dei quartieri della città: un serpe verde che raffigura l’Albergheria, un Ercole che uccide un leone che rappresenta il quartiere del Monte di Pietà, le stemma austriaco per il quartiere della Loggia e una rosa verde per il quartiere dei Tribunali-Kalsa, scomparsi. 

Nel lato sinistro, vi sono ancora, diverse iscrizioni dettate dal palermitano Don Ignazio del Vio e volute dal Pretore Don Baldassarre Naselli e Carriglio, Principe di Aragona arricchite dai diversi stemmi.  

Il vecchio fonte che già esisteva nel luogo fu chiamato dagli arabi “Garaf” (acqua raccolta) ma, anche l'ebraico “garaph” vuol dire “defluire in un tubo” ed in modo abbondante. 

La fontana, abbondantissima, restò in quella piccola piazzetta per circa 125 anni, sino a quando non venne relegata in un angolo della Piazza Marina allo scopo di arricchire il luogo, già tristemente conosciuto per le molteplici avvenute esecuzioni. Durante il Secondo Conflitto Mondiale l’opera scultorea venne bombardata e successivamente abbandonata. Nel 1958, a cura dell’Azienda Autonoma del Turismo di Palermo e Monreale il fonte fu restaurato, vennero ricostruite diverse parti della scultura, venne riassestato, perché si era inclinato, e l’acqua ritornò a scorrere.