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Isnello - Chiesa di San Michele Arcangelo   versione testuale

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Isnello, paese madonita, ha origini molto antiche, come testimoniano i reperti ritrovati nelle grotte del suo territorio. Fu abitato in epoca bizantina. In epoca araba viene inglobato nella Val Demone e poi diventerà feudo di diverse casate nobiliari tra i quali gli Abbate, i Ventimiglia, i Filangeri e i Santacolomba i quali ultimi otterranno da Alfonso il Magnanimo il “mero e misto imperio” sulle loro terre. Inizia in questo periodo una fase di accentuato sviluppo urbanistico ed è sempre in questo periodo che sorgono i più bei monumenti, le più belle chiese che caratterizzano, oggi, Isnello. Nel nucleo più antico del paese (Terravecchia) sorge, nel tardo medio evo, la chiesa di San Michele Arcangelo. La meravigliosa chiesa, al suo interno, è ricca di stucchi, attribuiti a Giacomo Messina e allievi. Una stupenda tela raffigurante i “Diecimila martiri” già attribuita allo “Zoppo di Gangi”, è stata poi riconosciuta come opera di Martino Russitto.

 

 

 

 

 

 

Ma quello che, entrando in chiesa, salta agli occhi sono le opere di intaglio ligneo ed in particolare il soffitto a capriate, dipinto. Questa copertura viene ritenuta originaria ed è riconosciuta come uno dei più bei soffitti lignei del tempo. Il soffitto nella parte della navata centrale è composto da otto capriate unite dalla carena. Gli spioventi sono divisi in riquadri, a loro volta suddivisi in cassettoni, nove per ciascun riquadro. I puntoni sono sostenuti da mensole scolpite. Le pitture che lo ricoprono, di gusto barocco, si fanno rimontare al settecento. Nella navata centrale è dipinto tra decorazioni fitomorfe e puttini il motto di San Michele Quis ut Deus, che vuol dire “chi è come Dio” e le due lettere simbolo del Cristo, cioè Alfa e Omega. Oltre al soffitto la Chiesa di San Michele conserva altre opere lignee: I reliquiari a busto delle Sante Lucia e Agata, la statua di San Michele Arcangelo, il Crocifisso ligneo, il pulpito, l’organo, gli stalli corali e l’altare maggiore. La statua di San Michele Arcangelo, che quasi sempre viene rappresentato nell’atto di uccidere Satana, qui viene colto nel momento della gloriosa vittoria. La statua di S. Michele Arcangelo è posta sopra il tabernacolo (attribuito a Pietro Bencivinni) dell’altare maggiore, altra meravigliosa opera lignea, ma di epoca tardo settecentesca. Sopra un altare, nella parete destra della chiesa è il crocifisso attribuito per tradizione a Frate Umile da Petralia, datato 1627. Nella parete di fondo della chiesa si trova un pregevole organo, opera forse di Antonino la Valle, organaro insigne del 1600. Gli stalli lignei, un secondo crocifisso e tante altri oggetti, che sono opera di maestranze locali, completano la visione di questa incredibile bellezza.