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L'Incantina Reale Borbonica   versione testuale
Partinico

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
In quello che fu il “Real Podere di Partinico”, esteso per ben “80 salme”, si trova ancora oggi una straordinaria costruzione, unica in Sicilia. Una struttura architettonica di grande valenza nell’ambito delle grandi costruzioni rurali del territorio che si pone come una delle opere civili più importanti di Partinico. Il progetto fu affidato al Regio Architetto Carlo Chenchi che si avvalse, sicuramente, di un collaboratore il partinicese Giuseppe Patti, per seguire i lavori, in loco. Altro personaggio che è giusto citare per l’interessamento che dimostrò prima, durante e dopo la costruzione delle Reali Cantine fu il Cav. Felice Lioj, Intendente della Real Commenda della Magione, che fu incaricato di acquisire le terre vicine alla nuova Azienda. Sorse così: “l’Incantina di vino, liquori ed olii” con annesso “fondaco bettola e locanda”. L’”Incantina” rappresentò una vera e propria industria in cui i prodotti agricoli grezzi, sia coltivati nei Poderi Reali che anche di altra provenienza, venivano trasformati e approntati per la commercializzazione. Nel 1803 l’azienda fu completata e furono spesi circa 18.000 scudi. Nell’Azienda Reale lavorarono una ventina di persone tra contadini,agrimensori, operai specializzati ed operai comuni, mastri bottai ed altri che portarono questa azienda a diventare un punto di riferimento per l’agricoltura di tutto il territorio. La Cantina si sviluppa, con le sue varie costruzioni, sotterranei, scivoli, cappella ed altro, attorno ad una antica torre di guardia, forse di epoca federiciana, che fu adibita ad abitazione per chi faceva da sovraintendente. L’”incantina”, vera e propria, si presenta come un “corpo di grande impatto visivo con i suoi pilastri e i suoi archi a crociera che danno movimento a tutto l’insieme”.